domenica 4 agosto 2024

Notte al Circolo Polare Artico

2 Agosto venerdì 

Piove tutta la notte, abbiamo messo la sveglia per essere certi di partire presto per questa nuova avventura. 


Per arrivare al Circolo Polare Artico da Fairbanks bisogna percorrere 300 km per due terzi di strada pesantemente sterrata. Serve un giorno per andare e uno per tornare. 


La regione denominata Artic Alaska è probabilmente la meno conosciuta del paese, anche a causa delle difficoltà e dei costi necessari per visitarla, basti pensare che nell’unico distributore che incontreremo la benzina costa esattamente il doppio delle altre parti dell’America, malgrado questo sia uno dei luoghi dove c’è la maggior estrazione di petrolio degli USA. Non solo, all’altezza del ponte sullo Yukon, su un vasto terreno melmoso si trova lo Yukon River Camp, un funzionale punto di sosta per camionisti con ristorante e un negozio di souvenir, qui una camera doppia spartana con bagno in comune e senza colazione costa 249$. 


Percorriamo la leggendaria Dalton Highway, secondo la guida una delle 10 strade più pericolose del mondo. Questa strada massacrante corre per 666 km fiancheggiando il Trans-Alaska Pipeline fino dal suo inizio, presso il Prudhoe Bay Oil Field. La strada si spinge a nord più di ogni altra del continente e costituisce il solo modo per attraversare con un veicolo a motore la spettacolare Brooks Range e l’Artico senza disporre di un gigantesco fuoristrada. 


Qui si incontrano camion giganteschi che viaggiano a velocità elevate e si rischia la bancarotta ogni qual volta si renda necessario l’intervento di un carro attrezzi. Si tratta comunque di un viaggio fantastico. 


In seguito alla scoperta di nuovi pozzi petroliferi, la Dalton Highway fu costruita nel 1974 a folle velocità, nell’arco di soli cinque mesi. Per i successivi due decenni, però, rimase a tutti gli effetti una strada privata, utilizzata dalle compagnie petrolifere fin quando, dopo una dura battaglia legale, fu aperta al pubblico. Anche oggi, tuttavia, da essa non è possibile raggiungere il Mare Artico: a causa di problemi legati alla sicurezza degli impianti petroliferi, la strada termina a poca distanza dai campi estrattivi, presso l’area industriale di Deadhorse. Da qui la spiaggia dista 12,8 km ed è raggiungibile solo con un’escursione organizzata.


La Dalton Hwy è tuttora in costruzione e diversi sono i punti dove per proseguire bisogna attendere l’auto pilota. È una sorta di percorso ad ostacoli fatto di buche, lunghe discese e salite quasi verticali. I graffi alla vernice e i parabrezza scheggiati sono all’ordine del giorno, e questo è il motivo per cui gli autonoleggi non permettono di percorrere questo tracciato con i veicoli di loro proprietà. 


Lungo il percorso, i servizi come telefoni, gommisti, stazioni di rifornimento e ristori sono praticamente inesistenti. Bisogna guidare con i fari accesi e rallentiamo ogni volta che incrociamo un camion, dai mezzi pesanti è sempre meglio tenersi alla larga. 


Noi questa strada la pensiamo diversa in tre tratti: 120+90+90 km. Il primo tratto fino a Livengood è per buona parte un percorso asfaltato ma i pesanti lavori in corso costringono a lunghe attese dell’auto pilota, anche 30 minuti. Il secondo tratto, tutto sterrato, arriva fino al fiume Yukon dove un ponte lungo 700 m e pavimentato in legno lo attraversa, è il solo punto in Alaska dove il leggendario fiume viene attraversato da un ponte. Qui si trova anche un piccolo centro informazioni che simpaticamente rilascia un attestato a chi è diretto al Circolo Polare Artico, oltre al già citato distributore di benzina e il punto di sosta con le camere spartane. Cinque miglia più avanti c’è anche un campeggio gratuito con acqua potabile ma pieno di fango e di zanzare, impossibile piantare una tenda. 


L’ultimo tratto arriva al Circolo Polare Artico. Quando la strada risale il pendio per uscire dalla vallata del fiume, compaiono chiazze di foresta bruciata, ricordo degli incendi che devastarono la maggior parte dell’Interior nel 2004 e nel 2005. Il paesaggio è surreale. 


Non so come sia percorrere questa strada nelle giornate di sole quando è solo polvere, ma in questi giorni di pioggia il fango che riflette la luce del cielo, sembra tutto argento. 


Arriviamo al Circolo Polare Artico dopo 10 ore di guida ed esce pure un raggio di sole dopo un’intera giornata di pioggia. L’auto è irriconoscibile dallo spesso strato di fango che la ricopre. Dopo le foto di rito sul cartello che segnala i 66,33 gradi di latitudine nord, ci fermiamo nel bel campeggio a mezzo miglio di distanza per il costo di 12$. Ci facciamo una pasta con il nostro fornelletto, litigando con le zanzare. 


Andiamo a letto dopo la mezzanotte e c’è ancora luce. Il giorno dopo torniamo facendo la strada all’inverso. Non piove ma è nuvoloso il paesaggio non finisce di stupire. 


Vicino a Fairbanks troviamo un torrente dove lavare l’auto, impieghiamo un’ora e mezza per togliere tutto il fango. Questa avventura non la scorderemo, troppo bella.


Arriviamo al Circolo Polare Artico dopo 10 ore di guida ed esce pure un raggio di sole dopo un’intera giornata di pioggia

 la Dalton Highway fu costruita nel 1974 a folle velocità, nell’arco di soli cinque mesi

L’auto è irriconoscibile dallo spesso strato di fango che la ricopre

in questi giorni di pioggia il fango che riflette la luce del cielo, sembra tutto argento.

Qui si incontrano camion giganteschi che viaggiano a velocità elevate e si rischia la bancarotta ogni qual volta si renda necessario l’intervento di un carro attrezzi

Questa strada massacrante corre per 666 km fiancheggiando il Trans-Alaska Pipeline fino dal suo inizio, presso il Prudhoe Bay Oil Field

I colori della sera…

Lo Yukon dove un ponte lungo 700 m e pavimentato in legno lo attraversa, è il solo punto in Alaska dove il leggendario fiume viene attraversato da un ponte

Yukon Camp qui c’è l’unico distributore che incontreremo, la benzina costa esattamente il doppio delle altre parti dell’America

ci fermiamo nel bel campeggio a mezzo miglio di distanza per il costo di 12$. Ci facciamo una pasta con il nostro fornelletto, litigando con le zanzare

Per arrivare al Circolo Polare Artico da Fairbanks bisogna percorrere 300 km per due terzi di strada pesantemente sterrata

 la leggendaria Dalton Highway, secondo la guida una delle 10 strade più pericolose del mondo











sabato 3 agosto 2024

L’autobus di ‘Into the wild’

1 Agosto giovedì 

Ci svegliamo lungo la strada che porta da Anchorage a Fairbanks. Abbiamo ancora un po’ di chilometri da fare prima di arrivare all’entrata del Parco del Denali, quindi partiamo presto. Il punto di riferimento per l’inizio di una visita è il Denali National Park Visitor Center, che si trova a soli 2,4 km dall’ingresso del parco. 


Al centro visitatori ci dicono che per entrare nel Parco è necessario acquistare un biglietto d’ingresso di 15$ valido 7 giorni e una sola strada si addentra nell’area naturale, la Park Road lunga 148 km: la si può percorrere però per intero solo con bus navetta. 


Ci informiamo sulle possibili escursioni a piedi, in auto o con la navetta ufficiale. Oggi a tratti piove e nei prossimi giorni è previsto anche peggio. Decidiamo così di prenotare una escursione con la navetta per la giornata di domenica (tra tre giorni) quando le previsioni dicono che ci sarà sole. 


Domani e dopodomani possiamo utilizzarli per riprovare a percorrere la famosa Dalton Hwy e arrivare al Circolo Polare Artico, impresa abbandonata il primo giorno di viaggio. Questo vuol dire che ci dovremmo fare 1000 km da qui, di cui la metà su strada sterrata. Ci pensiamo due secondi e decidiamo così.


Prima di lasciare il Parco facciamo un breve trekking, il Savage River Loop Trail, unico percorso all’interno del parco raggiungibile con la propria auto situato a circa 25 chilometri dal centro visitatori. E’ un trail ad anello lungo il fiume Savage, che in poco più di 3 chilometri attraversa lo spettacolare paesaggio della tundra. 


Sono le 19:00 quando partiamo in direzione Fairbanks. Fuori dal parco direzione nord incontriamo Glitter Gulch che ospita le sistemazioni meno interessanti del parco ma più convenienti, qui si trova una serie di locali, ristoranti e agenzie che servono il Denali; esattamente come gli altri parchi americani dove esistono all’esterno piccole cittadine di supporto, questa però è più rudimentale. 


Poco dopo facciamo tappa a Healy, un piccolo abitato da cui parte lo Stampede Road, il percorso da cui è partito Christopher McCandless deciso a sopravvivere dei soli frutti della terra per un tempo indefinito. La sua impresa duró meno di quattro mesi. A questo ragazzo di città sono stati dedicati un libro, un film e infiniti articoli di giornale. Sul giardino della succursale del locale 49th State Brewing si trova il bus utilizzato per il film ‘Into the wild’ che racconta proprio la sua storia. 


Arriviamo a Fairbanks dopo le 23:00, ci sistemiamo nel parcheggio di un museo insieme ad altri camper. Domani mattina ci dobbiamo svegliare presto per affrontare l’avventura ‘Dalton’ secondo la guida una delle 10 strade più pericolose del mondo. 


A Christopher McCandless sono stati dedicati un libro, un film e infiniti articoli di giornale

deciso a sopravvivere dei soli frutti della terra per un tempo indefinito, la sua impresa duró meno di quattro mesi

Abbiamo ancora un po’ di chilometri da fare prima di arrivare all’entrata del Parco del Denali, quindi partiamo presto

per entrare nel Parco è necessario acquistare un biglietto d’ingresso di 15$ valido 7 giorni

 Il punto di riferimento per l’inizio di una visita è il Denali National Park Visitor Center, che si trova a soli 2,4 km dall’ingresso del Parco

una sola strada si addentra nell’area naturale, la Park Road lunga 148 km: la si può percorrere però per intero solo con bus navetta

Savage River Loop Trail, unico percorso all’interno del parco raggiungibile con la propria auto…

E’ un trail ad anello lungo il fiume Savage, che in poco più di 3 chilometri…


attraversa lo spettacolare paesaggio della tundra

Numerosi sono i sentieri che si possono percorrere all’interno del Denali…i paesaggi sono di bassa vegetazione 

prenotiamo una escursione con la navetta per la giornata di domenica (tra tre giorni) 

Fuori dal parco direzione nord incontriamo Glitter Gulch che ospita le sistemazioni meno interessanti del parco ma più convenienti

Sul giardino della succursale del locale 49th State Brewing…

…si trova il bus utilizzato per il film ‘Into the wild’









venerdì 2 agosto 2024

Salita all’Hatcher Pass

 31 Luglio mercoledì 

Siamo vicinissimi ad Anchorage, la raggiungiamo e parcheggiamo l’auto nello stesso punto di qualche giorno fa, facciamo volentieri due passi in città. Il 40% della popolazione dell’Alaska vive ad Anchorage e nella sua area metropolitana: con meno di 300.000 abitanti sembra un villaggio rispetto alle grandi metropoli statunitensi, ma è la più grande città di uno stato poco popolato e composto soprattutto da piccole cittadine. 


Oggi è una bella giornata di sole e si cammina piacevolmente nelle strade poco trafficate del centro. Prima di lasciare Anchorage andiamo all’Alaska Native Heritage Center, un museo dedicato e gestito dai nativi. Qui sono esposti materiali relativi alle arti e alle attrezzature che raccontano la capacità di sopravvivenza di queste popolazioni in terre così selvagge. 


Siamo diretti ora al Parco Nazionale Denali e lungo la strada ci viene l’idea di fare una deviazione e raggiungere così l’Hatcher Pass. Questo passo alpino si snoda tra prati, crinali e ghiacciai. L’oro è stato il primo tesoro che vi hanno scoperto i viaggiatori che oggi sono invece attratti dai suoi sentieri escursionistici, dalle miniere abbandonate e dalle famose salite alle vette.


Ci sono anche i resti di una gigantesca miniera d’oro abbandonata nel cuore di una valle alpina. Questa struttura degli anni ‘30 fu per dieci anni la seconda miniera più produttiva dell’Alaska per quanto riguarda l’oro estratto dalla roccia. Nel 1914, anno di massima attività, dava lavoro a 204 persone in quasi 19 km di gallerie. La miniera fu definitivamente abbandonata nel 1955. 


Attraverso una strada sterrata, ma facilmente percorribile, arriviamo ai 1200 metri del passo. Le montagne sono ricoperte di verde che sembra velluto e attraversate da un torrente che ha un corso d’acqua impetuoso. Lo seguiamo per un lungo tratto fermandoci spesso a fare foto. 


A Willow ci ricongiungiamo con la strada numero 3 che porta al Parco Denali. Dopo due ore di guida ci fermiamo a dormire in una strada laterale perché i parcheggi, in questa zona a ridosso dell’enorme parco, sono quasi tutti a pagamento. 


 ci viene l’idea di fare una deviazione e raggiungere così l’Hatcher Pass…

Questo passo alpino si snoda tra prati, crinali e ghiacciai (1200m)

In basso l’Hatcher Pass Lodge è una lussuosa sistemazione con 7 bungalow e una sauna costruita su un torrente

Una casa di Anchorage…

Nei negozi di souvenir tante belle foto 

Oggi è una bella giornata di sole e si cammina piacevolmente nelle strade poco trafficate del centro

l’Alaska Native Heritage Center, un museo dedicato e gestito dai nativi

Qui sono esposti materiali relativi alle arti…

…e alle attrezzature che raccontano la capacità di sopravvivenza di queste popolazioni in terre così selvagge

Nelle aree di servizio negozi di lavanderia e possibilità di docce a gettone


Attraverso una strada sterrata, ma facilmente percorribile, arriviamo ai 1200 metri del passo

 Le montagne sono ricoperte di verde che sembra velluto…

…e attraversate da un torrente che ha un corso d’acqua impetuoso

 A Willow ci ricongiungiamo con la strada numero 3 che porta al Parco Denali

Tramonto sul Denali National Park

i parcheggi, in questa zona a ridosso dell’enorme parco, sono quasi tutti a pagamento





Note di viaggio

  - Solo un mese prima di partire decidiamo occuparci delle prenotazioni per il viaggio in Alaska - Non ci sono più auto a noleggio ad Ancho...