venerdì 9 agosto 2024

Note di viaggio

 

- Solo un mese prima di partire decidiamo occuparci delle prenotazioni per il viaggio in Alaska

- Non ci sono più auto a noleggio ad Anchorage.

- Proviamo a Fairbanks e finalmente il 27 giugno troviamo auto con Alamo, un Suv per 20 giorni a 2.400€, senza pagamento anticipato.

- Il 29 giugno prenotiamo volo da Venezia a Fairbanks con Condor. Due scali, uno a Francoforte e l’altro ad Anchorage: 900 euro a testa. Partenza il 16 luglio e ritorno il 7 Agosto. 

- Degli italiani trovati in Alaska e arrivati con Condor, dicono che a gennaio il volo costava molto di più (chissà se le auto a noleggio costavano meno) 

- Facciamo assicurazione solo medica (non bagaglio) con Heymondo: 110€ in due.

- Non facciamo l’Esta perché abbiamo il visto valido 10 anni

- Le camere e gli alberghi, anche quelli più spartani costano tantissimo, dai 180 ai 280 dollari a notte la doppia.

- Per questo molti noleggiano il camper, così possono muoversi e dormirci dentro.

- Un camper da 4 o 6 posti, prenotato in tempo, può costare 200/250 € al giorno…

- La compagnia di noleggio camper consigliata da un italiano è: Clippership Motorhome in old Seward Hwy ad Anchorage. 

- Molti italiani vengono in Alaska solo per pescare salmoni e poi portarli a casa.

- Noi abbiamo noleggiato un suv con Alamo pagandolo 120€ al giorno tutto compreso. Ci abbiamo dormito dentro per 20 notti.

- La benzina è l’unica cosa economica: circa 1 dollaro al litro, anche se il prezzo aumenta nelle zone più remote.

- Abbiamo fatto 5.000 km in tutto.

- Le velocità sono basse e le auto potenti, molti superano i limiti… ma la polizia c’è anche quando non si vede.

- Il sorpasso a destra è la norma.

- In Alaska ci sono tantissimi campeggi, ma la quasi totalità ha solo i servizi igienici: no acqua, no docce, no elettricità. Tutti hanno comunque un tavolo e un barbecue per postazione. Il costo di questi campeggi è di 15 o 20 dollari a postazione.

- In Alaska, con il camper o con l’auto, si può dormire quasi ovunque ci sia un’area di sosta o uno spazio non vietato, senza andare in campeggio…

- Con la tenda il discorso è leggermente diverso: ci sono gli orsi a cui fare attenzione, e in città non si può dormire.

- Noi avevamo la tenda (soprattutto per il Denali): mai usata. 

- Abbiamo portato tenda e sacchi a pelo da casa, comunque alla Walmart si può trovare tutto a prezzi simili alla Decathlon: un sacco a pelo 20$, cuscino 7$, sottile materasso in gommapiuma 190 cm x130 cm 18$. 

- L’acqua potabile in Alaska costa molto, anche più della benzina. Alla Walmart si riescono a trovare taniche da un gallone a mezzo dollaro al litro. 

- Difficile ottenere acqua dai ristoranti o distributori… un modo per risparmiare è quello di riempire le taniche usate con i refil a pulsante presenti negli uffici informazioni dei parchi e nei grandi supermercati…

- In Alaska è difficile trovare dei posti a pagamento dove farsi la doccia, alla fine ci siamo sempre lavati con l’acqua delle bottiglie, come abbiamo fatto in altri viaggi. Quando si trovano le docce il costo è di 5 o 10 dollari.

- Per farci il caffè avevamo la moka e come fornelletto quello solito a vite, a gas, che usiamo in Italia; le bombolette si trovano nella zona supermercati di Anchorage o Fairbanks

- Si può pagare quasi tutto con bancomat o carta di credito; in certi posti non li accettano, meglio portare almeno un centinaio di dollari in contanti

- Guidare in Alaska è tanto facile: non c’è nessuno. Attenti alle buche.

- Certe strade, soprattutto quelle sterrate, sono proibite da chi ti noleggia l’auto… in alcune ci siamo andati lo stesso, a nostro totale rischio… è comunque inevitabile sgarrare se si vogliono vedere alcuni posti più belli…

- Il problema delle strade sterrate è soprattutto dovuto alla rottura dei vetri a causa dei sassi sollevati da altre auto o dai camion… a Fairbanks la maggior parte delle auto ha il vetro anteriore rotto. 

- I prezzi in Alaska sono molto alti… superiori anche a quelli dei paesi del nord Europa 

- Le escursioni costano molto: in barca, per vedere i ghiacciai, ne abbiamo fatto due.

- L’escursione a Valdez è durata circa cinque ore ed è costata 166 $ a testa

- L’escursione a Seward è durata tutta la giornata (8 ore) ed è costata 273 $ a testa

- Entrambe belle… con pranzo/spuntino compresi 

- Un’escursione che non avevamo previsto e non abbiamo fatto è quella in aereo verso l’isola di Katmai, dove si vedono gli orsi sul fiume che cacciano i salmoni…il costo era comunque elevato: 800 $ a testa. Partiva da Homer.

- Le temperature non sono state fredde come pensavamo: quando esce il sole si arriva tranquillamente a 25/30 *C… caldo fastidioso.

- Problema zanzare: in molte parti sono tante, troppe e fastidiose, abbiamo comprato una retina da mettere in testa. Talvolta abbiamo mangiato dentro l’auto per salvarci 

- La notte non è mai buio totale 

- Traffico dati: prima di partire abbiamo attivato un’offerta di Iliad da 5 Gb: ne sono serviti la metà, perché ci sono wi fi liberi abbastanza diffusi. Lontani dalle città il segnale è poco o nullo.

- Mappe offline: necessarie vista la mancanza della rete: prima di partire da casa avevamo scaricato quelle offline di Google della zona interessata e quelle sempre indispensabile di Maps.Me

- Tre settimane in Alaska + 2 giorni di viaggio ci sono costati circa 3.000€ a testa così suddivisi: 

           - volo 900 € a testa 

           - auto Suv 20 giorni: 2.400 € in due 

           - assicurazione medica 110 € in due

           - 3 escursioni 440 € a testa

            benzina per 5.000 km: 300 € in due

           - per tutto il resto circa 500 € in due


Il percorso di viaggio…

…5.000 km…












mercoledì 7 agosto 2024

Ultimo giorno di viaggio


 


5 Agosto lunedì 


Facciamo colazione sui tavolini del Riley Creek Campgraund. Si sta bene circondati da alberi che si muovono con un leggero vento. Anche oggi è una bella giornata e dopo una breve passeggiata nel sentiero dell’Horseshoe Lake, riprendiamo l’auto e il viaggio di ritorno a Fairbanks. 


Ci fermiamo a riposarci sulle panchine del giardino dell’University Of Alaska Museum of the North, fa veramente caldo, quasi 30 gradi, ma non c’è umidità e all’ombra si sta bene. L’edificio del museo di gusto architettonicamente astratto, è ispirato a un igloo. Entriamo con l’idea di vedere il bus originale di “Into the wild”, ma non è possibile perché in ristrutturazione… bus portato qui in elicottero dal luogo originale del Denali, per evitare che molti escursionisti si perdessero cercandolo. Finiamo per vederci un bel video sulle aurore boreali, da cui scopriamo che Fairbanks è uno dei migliori luoghi al mondo per osservarle.


Prima di andare in centro città, passiamo per il deludente parco Pioneer. Arrivati in centro scopriamo che è piccolissimo, tutto concentrato intorno al Chena River e, soprattutto, che è deserto… ci ripasseremo anche la sera in auto, visto che la guida dice che si anima di notte: noi non abbiamo incontrato nessuno in giro. Probabilmente si vive di più all’interno dei locali e dei ristoranti.


Verso le otto di sera andiamo all’autolavaggio per togliere l’ultima terra sotto l’auto con la pistola a pressione. Facciamo il pieno, così siamo pronti per la riconsegna di domani e finiamo la serata mangiando una meritata e calda pizza al Pizza Hut…


Domani ci sarà il volo di rientro in Italia.


Dormiamo appena fuori del Parco

Anche oggi è una bella giornata, facciamo una breve passeggiata nel sentiero dell’Horseshoe Lake

l’acqua è preziosa, costa quanto la benzina 

 riprendiamo l’auto e il viaggio di ritorno a Fairbanks

La piccola cittadina di Ester creata nel 1906 durante la grande corsa dell’oro

l’University Of Alaska Museum of the North, ispirato ad un igloo

La via principale di Fairbanks

Al Pioneer Park: SS Nenana un enorme battello a ruota che un tempo solcava le acque dello Yukon River

Arrivati in centro di Fairbanks scopriamo che è piccolissimo, tutto concentrato intorno al Chena River e, soprattutto, che è deserto

andiamo all’autolavaggio per togliere l’ultima terra sotto l’auto con la pistola a pressione















martedì 6 agosto 2024

Denali National Park

 4 Agosto domenica 

Oggi dedichiamo la giornata alla visita del Parco del Denali, partendo da Fairbanks, che dista 200 km. Partiamo presto e ci fermiamo a fare colazione in un’area di sosta lungo la strada. E’ proprio una bella giornata di sole.


Al Denali abbiamo già la prenotazione per il giro con la navetta che parte dal Centro Visitatori delle 13:30. Prima non era possibile perché era già tutto esaurito da giovedì, quando abbiamo prenotato.


A metà strada tra Fairbanks e il Denali passiamo il ponte in ferro sopra il fiume Nenana e subito dopo entriamo nell’unica cittadina degna di nota lungo questo tragitto,  che porta lo stesso nome.


La cittadina è piuttosto famosa per il Nenana Ice Classic, un gioco tipico dell’Alaska in cui i giocatori cercano di indovinare il momento esatto in cui il ghiaccio si spaccherà sul Tanana River. Il Nenana Ice Classic nacque nel 1917, quando un gruppo di tecnici dell’Alaska Railroad mise assieme 800$ per scommettere sul momento in cui il ghiaccio si sarebbe spaccato sul ghiacciaio del fiume. Ancora oggi la scommessa è la stessa, ma la posta in gioco molto più alta, con un jackpot che nel 2008 ha raggiunto la cifra astronomica di 303.895$. Chiunque può partecipare al gioco: investire 2,50$ per un biglietto e registrare la propria scommessa, riportando mese, giorno, ora e minuto in cui si dovrebbe verificare la rottura del ghiacciaio. Con l’arrivo della primavera, il primo movimento del ghiaccio sarà ‘registrato’ da un treppiede posto a guardia sul Tanana, a circa 300 m dalla riva. Al minimo movimento il treppiede si sposterà tirando una corda, che a sua volta bloccherà le lancette di un orologio collocato sulla riva. L’orario segnato dall’orologio in quel momento determinerà il vincitore.


Continuiamo il nostro viaggio verso il centro visitatori del Denali percorrendo la George Parks Highway immersa in ampi tratti di aree naturali e impreziosita dal panorama dell’altissima Alaska Range fino ad arrivare alla Park Road che si snoda per 148 km attraverso il cuore del Parco.


È già l’ora per la nostra escursione. Saliamo sulla navetta e viaggiamo tra distese di pini e fiori viola. Vediamo anche un’orso e un’alce. Dopo due ore e mezza  arriviamo al punto più lontano che si può raggiungere oltre il quale non è possibile andare perché la strada è in ricostruzione per i danni causati da un cedimento. Siamo arrivati fino a 1000 m di altezza.


La bellezza delle montagne è arricchita dalle migliaia di pini tutti vicini. A tratti alcune montagne sono ricoperte da bassa vegetazione e i pini sistemati qua e là sembrano pronti per essere addobbati. Camminiamo sulle rive del fiume e ritorniamo al Centro Visitatori con la navetta, sono le sette di sera. Mangiamo sulle panchine del Riley Creek Campground e co sistemiamo per la notte sulla strada per Fairbanks. 


Anche stasera il cielo non diventa mai scuro. Il Denali National Park, che vediamo ancora dal finestrino della nostra auto prima di addormentarci, è proprio speciale. 


Il 16% del parco è coperto dai ghiacciai, che costituiscono anche una delle principali attrattive per i visitatori. Accanto alle gigantesche distese di ghiaccio, gli animali selvatici costituiscono l’altro principale motivo di interesse. I paesaggi mozzafiato fanno il resto.


L’esistenza di quest’area protetta si deve alla salvaguardia degli animali, che erano minacciati dai coloni della corsa all’oro. Se il nativo popolo degli Athabascan aveva basato per migliaia di anni la propria sussistenza sulla caccia, aveva anche saputo mantenere un equilibrio con le diverse specie animali. L’aumento drastico della popolazione a partire dalla scoperta dell’oro a inizio Novecento, portò ad una caccia incontrollata.

Fu così che un amico del presidente Roosevelt, Charles Sheldon, decise di mobilitarsi per la creazione di un parco nazionale che limitasse la strage di selvaggina. Nel 1917 il presidente Woodrow Wilson firmò la costituzione del Mount McKinley National Park. Nel 1980 l’area del parco è cresciuta fino a essere divisa in un’area interna, definita Denali National Park Wilderness entro la quale vigono regole più strette, e in un’area esterna, la Denali National Preserve, più facilmente accessibile e nella quale la caccia è in parte ammessa.


Oggi dedichiamo la giornata alla visita del Parco del Denali, partendo da Fairbanks, che dista 200 km

A metà strada tra Fairbanks e il Denali passiamo il ponte in ferro sopra il fiume Nenana 

La cittadina è piuttosto famosa per il Nenana Ice Classic, un gioco tipico dell’Alaska in cui i giocatori cercano di indovinare il momento esatto in cui il ghiaccio si spaccherà sul Tanana River

Il jackpot del 2024: sono stati vinti 210.155 $… nel 2008 ha raggiunto la cifra astronomica di 303.895$

Partiamo presto e ci fermiamo a fare colazione in un’area di sosta lungo la strada

Un bus in vendita per 2.000$

Ripassiamo per Heali al famoso locale…

…dove si trova il ‘magic bus’ del film into the wild

Continuiamo il nostro viaggio verso il centro visitatori del Denali percorrendo la George Parks Highway 

Saliamo sulla navetta e viaggiamo tra distese di pini e fiori viola

Attenzione agli orsi 

Vediamo un orso e un’alce

Dopo due ore e mezza  arriviamo al punto più lontano che si può raggiungere 

Camminiamo sulle rive del fiume…

… e ritorniamo al Centro Visitatori con la navetta, sono le sette di sera






Note di viaggio

  - Solo un mese prima di partire decidiamo occuparci delle prenotazioni per il viaggio in Alaska - Non ci sono più auto a noleggio ad Ancho...